Sul caro carburanti in Sicilia la distanza tra Regione e autotrasportatori resta ampia. L’incontro del 23 settembre all’assessorato regionale alle Infrastrutture, convocato per discutere il decreto sugli aiuti alle imprese, non ha prodotto l’intesa sperata.
Al centro della contestazione c’è soprattutto il regime del de minimis previsto dal provvedimento. Secondo il Comitato trasportatori siciliani, infatti, il limite degli aiuti rischia di ridurre fortemente l’effettiva platea delle imprese che potranno utilizzare i 15 milioni di euro stanziati dalla Regione. La categoria ha quindi deciso di mantenere lo stato di agitazione e nei prossimi giorni stabilirà la data del fermo dei servizi. Il Comitato ha precisato che l’eventuale protesta non potrà comunque partire prima che siano trascorsi 15 giorni dalla comunicazione.
Autotrasportatori Sicilia, il nodo del de minimis
Il problema sollevato dagli autotrasportatori riguarda il meccanismo con cui dovrebbero essere distribuiti i fondi regionali. Secondo quanto riferito dal Comitato al termine dell’incontro con l’assessore Alessandro Aricò, il decreto prevede contributi nell’ambito del cosiddetto super de minimis, con un tetto di 50 mila euro. La preoccupazione della categoria è che molte imprese abbiano già utilizzato il plafond ordinario degli aiuti e possano quindi beneficiare soltanto di una quota limitata delle risorse disponibili. «Di questi 15 milioni di euro stanziati dal governo regionale potremmo usufruirne in modo limitato», ha spiegato il Comitato, annunciando che la protesta proseguirà in assenza di una soluzione alternativa.
Una posizione ribadita anche da Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani. La categoria sostiene che gli attuali aiuti non siano sufficienti a compensare l’aumento dei costi e chiede un intervento che tenga conto dell’effettivo aggravio subito dalle imprese.
Il confronto arriva dopo settimane di tensione. Già il 16 settembre Bella aveva annunciato la possibilità di un blocco del trasporto intermodale nei porti siciliani, lamentando sia i rincari del gasolio sia i ritardi nell’erogazione del Sea Modal Shift, il cosiddetto Marebonus.
Caro gasolio, la proposta della Regione
La Regione, dal canto suo, sostiene di voler utilizzare per intero i 15 milioni di euro già stanziati per sostenere il comparto. Al termine dell’incontro del 23 settembre, l’assessore Aricò ha spiegato che il decreto attuativo è stato definito e che prevede contributi fino a 50 mila euro per impresa nell’ambito del super de minimis. La Regione intende inoltre chiedere una deroga al regime attuale per poter riconoscere un contributo più consistente.
La proposta regionale prevede, in particolare, un sostegno pari al 70% del maggior costo del carburante, calcolato prendendo come riferimento i prezzi del febbraio 2026 e considerando il periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 ottobre. Si tratta però di una richiesta che dovrà essere sottoposta agli organismi competenti. Non è quindi ancora un contributo aggiuntivo già operativo.
Aricò ha inoltre annunciato l’intenzione di proporre all’Assemblea regionale siciliana un ulteriore stanziamento per gli anni successivi, mentre la Regione punta a intensificare il confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Sea Modal Shift.
Il credito d’imposta del Mit per il gasolio
Sul fronte nazionale esiste già un'altra misura destinata alle imprese di autotrasporto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto un ristoro sotto forma di credito d’imposta per la maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio utilizzato per la trazione dei veicoli Euro V ed Euro VI.
La misura riguarda gli acquisti effettuati tra marzo e agosto 2026, confrontati con il prezzo del gasolio registrato nel febbraio dello stesso anno. Le domande potevano essere presentate attraverso la piattaforma dedicata dal 1° settembre e il termine è scaduto il 20 settembre 2026. Il provvedimento nazionale si inserisce quindi nel quadro degli interventi contro l'aumento dei costi provocato dalla crisi internazionale, ma non risolve il nodo sollevato dagli autotrasportatori siciliani sul sostegno regionale.
Autotrasportatori pronti al fermo, cosa può succedere
Dopo il confronto con Aricò, il Comitato ha scelto di non revocare lo stato di agitazione. La data del fermo non è ancora stata fissata, ma dovrà essere comunicata con almeno 15 giorni di anticipo. Per questo motivo, al momento, non esiste ancora una data ufficiale per il blocco dei servizi. La categoria ha però fatto sapere che la protesta potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane, con possibili conseguenze soprattutto sul trasporto intermodale e sulle attività nei porti siciliani. La minaccia di fermo arriva dopo mesi di richieste da parte degli operatori. A luglio Aitras aveva già avvertito che, senza risposte entro settembre, sarebbe stata costretta a valutare nuovamente il blocco delle attività nei porti dell’Isola.
Il confronto, dunque, non è chiuso. La Regione punta a rendere operativo il decreto e a ottenere una deroga sul super de minimis; gli autotrasportatori chiedono invece misure che consentano di recuperare una quota maggiore dei costi aggiuntivi sostenuti dalle imprese.
Nelle prossime settimane sarà quindi decisivo capire se il dialogo istituzionale riuscirà a evitare il fermo o se la protesta annunciata dalla categoria si tradurrà in uno stop dei servizi.
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