Morbillo in Italia, casi in aumento: Sicilia tra le Regioni con la copertura vaccinale più bassa

Morbillo in Italia, casi in aumento: Sicilia tra le Regioni con la copertura vaccinale più bassa

Morbillo in Italia, casi in aumento: Sicilia tra le Regioni con la copertura vaccinale più bassa

Il morbillo torna a preoccupare in Italia. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati 472 i casi confermati, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025. E il numero potrebbe crescere ancora: alle diagnosi già confermate si aggiungono infatti 609 casi classificati come possibili o probabili. È il quadro tracciato dall’analisi epidemiologica del Ministero della Salute, che ha portato a richiamare le Regioni sulla necessità di rafforzare sorveglianza e vaccinazioni.

L’aumento non è uniforme sul territorio nazionale. Nei primi cinque mesi dell’anno i casi sono cresciuti soprattutto in Calabria, Campania, Lazio e Toscana, mentre la fascia d’età maggiormente interessata è quella tra i 15 e i 39 anni, con 345 casi segnalati. Il problema riguarda quindi non soltanto i bambini. La circolazione del virus interessa anche una parte consistente della popolazione adulta, dove possono esserci persone non vaccinate o che non hanno completato il ciclo previsto.

Morbillo, perché la copertura vaccinale è decisiva

Il principale elemento di prevenzione resta la vaccinazione con due dosi. Per interrompere la circolazione del morbillo viene indicata una copertura del 95%, una soglia che nel 2024 non è stata raggiunta da nessuna Regione o Provincia autonoma per la seconda dose. Il dato è particolarmente importante perché il morbillo è una malattia altamente contagiosa. L’Iss ricorda che sono previste due dosi di vaccino, con la prima somministrata generalmente a 12 mesi e la seconda a 5 anni.

La distanza dal 95% non riguarda quindi soltanto una singola area del Paese, ma l’intero sistema delle vaccinazioni. È proprio per questo che il Ministero della Salute ha indicato tra le priorità il recupero delle persone non vaccinate e di quelle che hanno ricevuto una sola dose, con particolare attenzione alla fascia 15-39 anni.

Morbillo, oltre il 90% dei casi riguarda persone non vaccinate

Un altro elemento emerge dall’analisi dei casi del 2026: quando lo stato vaccinale è conosciuto, la grande maggioranza delle persone contagiate non risulta vaccinata. Nei primi cinque mesi dell’anno, oltre il 90% dei casi con stato vaccinale noto riguardava persone non vaccinate, mentre quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose. Il dato conferma il ruolo della mancata protezione vaccinale nella diffusione dell’infezione. Particolarmente significativo è ciò che accade tra i giovani adulti. Nella fascia 15-39 anni, che rappresenta quella con il maggior numero di casi, il 94,7% delle persone con stato vaccinale noto non era vaccinato.

Il Ministero invita quindi a non concentrare l'attività di recupero esclusivamente sui bambini, ma a verificare anche la situazione vaccinale degli adolescenti e degli adulti che non hanno completato il ciclo.

Sicilia, copertura vaccinale sotto i livelli raccomandati

È proprio sul fronte della copertura che emerge la situazione più delicata della Sicilia. I dati del Ministero della Salute relativi al 2024 mostrano che la copertura per il morbillo a 24 mesi varia tra l'87,98% della Sicilia e il 98,11% del Molise. Ma il dato più significativo per il completamento del ciclo riguarda la seconda dose: per la coorte considerata, la Sicilia si ferma al 67,88%, uno dei valori più bassi registrati in Italia. Anche la Campania e la Provincia autonoma di Bolzano presentano valori molto lontani dal 95% per la seconda dose, rispettivamente al 71,89% e al 73,69%.

La situazione siciliana va quindi letta soprattutto come un problema di completamento del ciclo vaccinale. Non basta infatti aver ricevuto la prima dose: per ottenere una protezione più ampia è necessario completare il percorso previsto dal calendario vaccinale.

Morbillo in aumento, il Ministero chiede più controlli

Il ritorno del morbillo non rappresenta un fenomeno isolato. Dopo i 1.045 casi notificati nel 2024, con 946 confermati in laboratorio, nel 2025 si era registrata una riduzione, con 497 casi confermati. Il 2026 mostra invece una nuova crescita già nei primi mesi dell'anno.

Il dato deve essere però interpretato considerando che si riferisce ai primi cinque mesi del 2026 e che il sistema di sorveglianza può essere aggiornato successivamente. Per questo il Ministero considera anche i casi possibili e probabili, che portano il totale delle segnalazioni considerate nell’analisi a 609. La circolare ministeriale punta quindi a rafforzare la sorveglianza epidemiologica, individuare rapidamente i focolai e promuovere campagne vaccinali mirate.

L’obiettivo è recuperare soprattutto le persone che non hanno ricevuto alcuna dose o hanno completato solo parzialmente il ciclo. Un intervento che riguarda in modo particolare le fasce di popolazione nelle quali la protezione risulta più bassa.

Sicilia, la sfida resta quella della prevenzione

Per l’Isola il tema non riguarda soltanto il numero dei casi registrati, ma soprattutto la capacità di aumentare la copertura vaccinale. Il morbillo continua infatti a circolare in Italia e i dati del 2026 mostrano quanto rapidamente possano aumentare i contagi quando esistono gruppi di popolazione non adeguatamente protetti. L’Iss sottolinea che la vaccinazione rappresenta lo strumento principale per prevenire la malattia e le sue complicanze.

La Sicilia parte da una situazione particolarmente distante dall’obiettivo del 95% per la seconda dose. Recuperare le vaccinazioni mancanti, soprattutto tra bambini, adolescenti e giovani adulti, sarà quindi uno dei passaggi centrali per ridurre la possibilità che il morbillo torni a diffondersi con maggiore intensità.

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