La situazione degli incendi in Sicilia resta complessa, anche se il numero dei roghi attivi è in progressiva diminuzione. Secondo il capo della Protezione civile regionale, Salvatore Cocina, i fronti ancora più impegnativi sono quelli di Santo Stefano Quisquina, Cammarata e Monreale, mentre tutti gli altri incendi di minori dimensioni sono stati spenti grazie al lavoro delle squadre di terra e dei mezzi aerei.
L'emergenza, che nelle ultime ore ha messo a dura prova il sistema regionale di protezione civile, continua a richiedere un massiccio impiego di uomini e mezzi.
Incendi in Sicilia, Cocina: "La giornata più difficile è stata quella di ieri"
Nel fare il punto sull'emergenza, Salvatore Cocina ha ricordato come il momento più critico sia stato registrato nella giornata di ieri, quando si sono verificati 350 eventi incendiari, dieci dei quali di particolare gravità e tali da richiedere l'intervento della flotta aerea antincendio. Per fronteggiare la situazione, il dispositivo nazionale è stato rafforzato con l'arrivo di quattro Canadair aggiuntivi, inviati da Roma, che hanno portato a sei il numero complessivo dei velivoli operativi sull'Isola. In azione anche quattro elicotteri, nonostante l'avaria che ha interessato uno dei mezzi durante le operazioni di spegnimento. Secondo Cocina, il raddoppio della flotta aerea ha consentito di contenere i roghi più estesi e di mettere sotto controllo numerosi incendi che minacciavano abitazioni e aree boschive.
"Non è solo prevenzione: è un problema di ordine pubblico"
Per il responsabile della Protezione civile regionale, l'emergenza non può più essere affrontata esclusivamente sul piano della prevenzione. "Non è più soltanto un problema di lotta agli incendi, ma anche di ordine pubblico", ha affermato Cocina, puntando il dito contro l'azione dei piromani, ritenuti responsabili di numerosi focolai che hanno messo in pericolo persone, ambiente e operatori impegnati nei soccorsi. Il riferimento è anche alla tragedia costata la vita al vigile del fuoco Alessandro Marchì, deceduto mentre era impegnato nelle operazioni di spegnimento di un incendio nel Nisseno.
Di fronte a questa situazione, Cocina ritiene necessario rafforzare i controlli sul territorio, proponendo, soprattutto nelle giornate con allerta rossa, presidi straordinari con il coinvolgimento delle forze dell'ordine e dell'Esercito.
"I piromani stanno mettendo fuori controllo il sistema"
Nell'analisi del capo della Protezione civile emerge anche un'altra criticità: il numero dei roghi ha superato, in alcuni momenti, la capacità di risposta del sistema antincendio regionale. Secondo Cocina, ciò è avvenuto non soltanto per le condizioni climatiche favorevoli alla propagazione delle fiamme, ma soprattutto per quello che definisce un vero e proprio accanimento da parte dei piromani, capaci di innescare incendi in più punti contemporaneamente e di rendere estremamente complessa l'attività di spegnimento.
Nonostante le difficoltà, la situazione è in graduale miglioramento. Restano però alta l'attenzione e il monitoraggio sui tre principali fronti ancora aperti, mentre le squadre continuano a operare senza sosta per riportare sotto controllo l'emergenza.
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