ISAB Priolo, Ludoil investe 1,3 miliardi. Urso: “Raffineria strategica per l’Italia”

ISAB Priolo, Ludoil investe 1,3 miliardi. Urso: “Raffineria strategica per l’Italia”

ISAB Priolo, Ludoil investe 1,3 miliardi. Urso: “Raffineria strategica per l’Italia”

A dieci giorni dal passaggio del controllo di ISAB a Ludoil, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è tornato a Priolo per visitare quello che viene considerato il principale polo di raffinazione italiano. Una visita che arriva in una fase decisiva per il futuro del sito industriale di Priolo-Melilli-Siracusa, dopo il perfezionamento dell'acquisizione del 51% di ISAB da parte del gruppo italiano.

Il closing è stato completato il 23 settembre, dopo l'esito positivo del procedimento Golden Power e le autorizzazioni Antitrust e previste dal regolamento europeo sulle sovvenzioni estere. Ludoil ha assunto così la guida industriale e gestionale della raffineria, con un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.

ISAB Priolo, Urso: “Raffineria strategica per l’Italia”

“Questo stabilimento è la prima raffineria d’Italia, tra le prime in Europa. Il primo atto del mio ministero è stato un decreto legge che costruiva un cordone sanitario, un cordone di sicurezza attorno allo stabilimento. Oggi l’Europa comprende meglio perché”. Lo ha detto Adolfo Urso al dopolavoro ISAB di Città Giardino, dopo aver visitato gli impianti della raffineria. Il ministro ha sottolineato il valore strategico del sito siciliano in un contesto internazionale segnato da tensioni e difficoltà sul fronte degli approvvigionamenti energetici.

Secondo Urso, il problema dell'Europa riguarda anche le raffinerie che negli ultimi anni sono state progressivamente chiuse. L'Italia, invece, ha scelto di mantenere una capacità industriale considerata strategica per la sicurezza energetica nazionale. “Il problema dell’Europa in questo momento – ha aggiunto – sono le raffinerie che noi abbiamo sapientemente, con lungimiranza, responsabilità e consapevolezza, tutelato, mentre altrove in Europa si continuavano a chiudere”.

Il ministro ha quindi richiamato le tensioni internazionali e il loro impatto sulle rotte e sulle forniture energetiche, sottolineando come ISAB sia ora sotto il controllo di una proprietà italiana.

La nuova fase della raffineria ISAB

La visita di Urso è avvenuta pochi giorni dopo il passaggio del controllo di ISAB al Gruppo Ludoil. Il ministro è stato accolto dal presidente di Ludoil, Donato Ammaturo, e dall'amministratore delegato di ISAB, Paolo Fedeli. Nel corso della giornata ha visitato la sala controllo e le unità di processo, prima di incontrare i lavoratori insieme al prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, ai sindaci del territorio e alle rappresentanze sindacali. Il confronto ha rappresentato il primo momento istituzionale con la nuova proprietà e ha coinvolto azienda, lavoratori, istituzioni locali e sindacati. Al centro c'è il futuro di un impianto che rappresenta una parte importante della capacità di raffinazione italiana.

ISAB vale infatti oltre un quinto della capacità di raffinazione nazionale. Il sito occupa circa mille lavoratori diretti, ai quali si aggiungono circa duemila persone impegnate nelle aziende dell'indotto.

Ludoil, 1,3 miliardi di investimenti in cinque anni

Il piano industriale presentato dalla nuova proprietà prevede 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni. Una parte delle risorse sarà destinata al pieno recupero dell'efficienza degli impianti, attraverso il riavvio e l'ammodernamento di alcune unità di processo. L'altra grande direttrice riguarda invece la conversione verso i biocarburanti. Il progetto prevede lo sviluppo di una filiera in grado di produrre biobenzine, SAF, il carburante sostenibile per l'aviazione, e HVO, il diesel rinnovabile ottenuto da oli vegetali non alimentari. Il co-processing all'interno dell'impianto FCC del sito Nord è già stato avviato nel luglio 2026.

La nuova proprietà ha inoltre confermato l'intero organico. Nel corso del quinquennio gli investimenti dovrebbero coinvolgere circa mille persone aggiuntive tra ingegneri, tecnici, lavoratori della logistica e addetti alle costruzioni. A regime sono previste anche circa cento nuove figure specializzate.

Urso: “ISAB esempio di interesse nazionale”

“ISAB rappresenta un esempio concreto di come si può difendere l’interesse nazionale attraverso scelte strategiche di politica industriale”, ha dichiarato Urso. “Quattro anni fa, appena giunti al governo, abbiamo impedito la chiusura del principale polo di raffinazione italiano; oggi ISAB torna in mani italiane, con la piena tutela degli occupati e 1,3 miliardi di investimenti”, ha aggiunto.

Il ministro ha inoltre evidenziato come la scelta di preservare la capacità di raffinazione italiana assuma un peso particolare nell'attuale scenario energetico europeo. Secondo Urso, la raffineria di Priolo rappresenta quindi un asset strategico non soltanto per la Sicilia, ma per l'intero sistema energetico nazionale.

Il futuro di ISAB tra raffinazione e biocarburanti

Per Paolo Fedeli, amministratore delegato di ISAB, il sito di Priolo può diventare un esempio di integrazione tra attività industriale e innovazione. “ISAB si propone come un esempio virtuoso di eccellenza nell’impiantistica industriale e ambientale, centrale per il Paese e traino per il territorio che la ospita da cinquant’anni”, ha dichiarato.

Il passaggio a Ludoil apre dunque una nuova fase per il polo industriale siracusano. L'obiettivo dichiarato è mantenere la capacità produttiva della raffineria, modernizzare gli impianti e contemporaneamente sviluppare nuove produzioni legate ai biocarburanti.

Il piano da 1,3 miliardi rappresenta il principale elemento della strategia industriale della nuova proprietà, mentre la conferma dell'organico punta a garantire continuità occupazionale in un territorio nel quale il polo petrolchimico rappresenta da decenni uno dei principali motori economici.

L'operazione ISAB si inserisce inoltre nella strategia italiana di tutela delle infrastrutture energetiche considerate strategiche. Il procedimento Golden Power ha accompagnato il passaggio del 51% della società da GOI Energy a Ludoil, mentre Antitrust e verifica europea sulle sovvenzioni estere si sono conclusi senza prescrizioni.

Ora l'attenzione si sposta sull'attuazione del piano industriale e sulla capacità della nuova proprietà di trasformare gli investimenti annunciati in nuova efficienza, occupazione e sviluppo per il polo di Priolo.

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