Pfizer Catania, nuovo tavolo al Mimit: a rischio 330 posti di lavoro

Pfizer Catania, nuovo tavolo al Mimit: a rischio 330 posti di lavoro

Pfizer Catania, nuovo tavolo al Mimit: a rischio 330 posti di lavoro

Il futuro dello stabilimento Pfizer di Catania torna al centro del confronto tra azienda, governo e sindacati. La vertenza riguarda 330 posti di lavoro a rischio, dopo l'annuncio della multinazionale farmaceutica sulla chiusura di due linee di produzione. Una decisione che preoccupa i dipendenti e riaccende il dibattito sulle prospettive industriali del sito etneo.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso, ha convocato un nuovo incontro per martedì 20 ottobre alle ore 15. Al tavolo sono attesi i vertici dell'azienda, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, con l'obiettivo di approfondire le prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento.

La trattativa entra così in una fase delicata, mentre i lavoratori si preparano a nuove iniziative di protesta per chiedere garanzie concrete sul mantenimento dei livelli occupazionali.

Pfizer Catania, la convocazione del Mimit

Il nuovo appuntamento rappresenta il quarto incontro, tra riunioni plenarie e tavoli tecnici, dedicato alla vertenza dello stabilimento catanese. In una nota, il Mimit ha ribadito l'attenzione del ministero sulla situazione occupazionale e industriale, ricordando di essersi attivato fin dall'annuncio della dismissione definitiva delle due linee produttive e delle conseguenti ricadute sui lavoratori.

Il confronto dovrà affrontare le conseguenze della riorganizzazione annunciata da Pfizer e individuare possibili soluzioni per tutelare l'occupazione. I 330 esuberi rappresentano il nodo principale della trattativa, che coinvolge non soltanto i dipendenti direttamente interessati, ma anche il tessuto economico del territorio. Per Catania, la questione riguarda infatti il futuro di una realtà industriale del settore farmaceutico e il mantenimento delle competenze professionali legate alle attività produttive.

Vertenza Pfizer, i sindacati organizzano la mobilitazione

In attesa del confronto al ministero, prosegue la mobilitazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali del comparto chimico. Le iniziative sono state concordate unitariamente dalle cinque federazioni di categoria: Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Fialc Cisal.

La prossima fase della protesta coinvolgerà anche la sede di Confindustria Catania, dove sono previsti due incontri accompagnati da un sit-in. Gli appuntamenti serviranno ad avviare l'esame congiunto sulla gestione degli esuberi, un passaggio previsto nell'ambito delle procedure sindacali per affrontare le ricadute occupazionali della riorganizzazione.

Per i dipendenti si tratta di un momento decisivo, perché dal confronto dovranno emergere indicazioni sulle modalità con cui affrontare la riduzione delle attività produttive e sulle possibili alternative ai tagli. La richiesta dei sindacati è quella di aprire un dialogo concreto con l'azienda, evitando che la riorganizzazione si traduca nella perdita di centinaia di posti di lavoro.

Sciopero il 23 ottobre durante la visita di Urso

Il momento centrale della mobilitazione è previsto per il 23 ottobre, in concomitanza con la visita del ministro Adolfo Urso allo stabilimento di Catania. Il ministro è atteso per un incontro con i dirigenti internazionali della multinazionale. Per quella giornata, le organizzazioni sindacali hanno proclamato uno sciopero generale, con un presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della fabbrica.

I rappresentanti sindacali chiedono che Urso incontri prima i dipendenti e ascolti direttamente le loro preoccupazioni, prima di sedersi al tavolo con i vertici aziendali. L'obiettivo è portare al centro della trattativa le conseguenze sociali della riorganizzazione e ottenere un impegno concreto a difesa dell'occupazione.

La vertenza Pfizer si conferma così una questione rilevante per il futuro industriale di Catania. Il confronto tra ministero, azienda e sindacati sarà determinante per chiarire le prospettive dello stabilimento e verificare quali margini esistano per tutelare i lavoratori coinvolti nei 330 esuberi annunciati.

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