Eolie, 120 imprese fanno squadra per il turismo tutto l’anno: l’obiettivo è lavorare 10 mesi

Eolie, 120 imprese fanno squadra per il turismo tutto l’anno: l’obiettivo è lavorare 10 mesi

Eolie, 120 imprese fanno squadra per il turismo tutto l’anno: l’obiettivo è lavorare 10 mesi

Le Isole Eolie cercano una strada per superare la dipendenza dal turismo estivo e offrire ai giovani opportunità di lavoro anche durante l’inverno. La sfida parte da una rete di oltre 120 imprese che hanno deciso di collaborare, pur operando spesso negli stessi settori, per allungare la stagione turistica e garantire un’occupazione più stabile. L’obiettivo è arrivare ad almeno dieci mesi di attività all’anno, trasformando l’arcipelago in una destinazione capace di attrarre visitatori anche lontano dall’estate.

Albergatori, ristoratori, artigiani, agricoltori, pescatori e operatori turistici hanno aderito al progetto Brand Eolie, avviato all’inizio del 2026 senza finanziamenti pubblici. Ogni impresa contribuisce secondo le proprie possibilità, con l’intento di promuovere il territorio e costruire nuove occasioni di sviluppo economico. «Ci vuole dignità. Noi non dobbiamo andare a chiedere qualcosa a qualcuno. Dimostriamo che sappiamo fare», racconta Daniele Corrieri, responsabile degli eventi di Brand Eolie.

L’iniziativa punta a dimostrare che il settore privato può fare rete e presentarsi alle istituzioni con proposte concrete. Per trasformare questa collaborazione in posti di lavoro duraturi, però, servono anche interventi pubblici su infrastrutture, collegamenti marittimi e costi di gestione, che continuano a pesare sulle attività delle isole.

Brand Eolie, oltre 120 imprese per destagionalizzare il turismo

La rete riunisce attività ricettive, ristoranti, aziende agricole, operatori turistici, pescatori e artigiani. Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, il sistema coinvolge una platea di oltre 1.500 lavoratori stagionali.

Nei primi nove mesi di attività, Brand Eolie ha organizzato incontri con la stampa, iniziative promozionali e tre press tour. L’ultimo, dal primo al 5 ottobre, ha portato oltre venti giornalisti italiani e stranieri tra Lipari, Vulcano, Salina e Filicudi.

Il confronto con le istituzioni si è svolto il 2 ottobre a Lipari, durante il convegno Isole Eolie oltre l’estate: lavoro stabile e fiducia ai giovani eoliani. Imprenditori e rappresentanti delle istituzioni e della politica regionale si sono confrontati sulle condizioni necessarie per mantenere aperte le attività anche nei mesi invernali.

Il problema non riguarda soltanto la promozione turistica. Per destagionalizzare servono servizi efficienti, collegamenti affidabili e costi sostenibili, condizioni indispensabili per convincere visitatori e tour operator a scegliere l’arcipelago durante tutto l’anno.

Porti e collegamenti marittimi, il nodo per il turismo invernale alle Eolie

La prima questione riguarda la sicurezza degli approdi. Un tour operator che organizza un viaggio per cinquanta o cento persone deve poter contare su collegamenti affidabili anche nei mesi invernali. Se il maltempo impedisce lo sbarco e il gruppo rimane bloccato a Milazzo, occorre trovare sistemazioni alternative, con spese aggiuntive che rendono più complicata l’organizzazione di nuovi soggiorni.

«La condizione essenziale, vitale per la destagionalizzazione, è la portualità. Vanno migliorate le infrastrutture esistenti», sottolinea Corrieri, precisando che le criticità riguardano soprattutto gli approdi e non i mezzi delle compagnie di navigazione.

La fragilità delle infrastrutture è tornata al centro dell’attenzione dopo il violento nubifragio che il 10 ottobre ha colpito Lipari, provocando allagamenti e disagi anche al porto di Sottomonastero. A gennaio, inoltre, il ciclone Harry aveva investito l’arcipelago con forti mareggiate, danneggiando infrastrutture portuali e tratti di costa. Due episodi che hanno evidenziato la necessità di mettere in sicurezza i porti e proteggere le coste dall’erosione, garantendo condizioni adeguate per i collegamenti durante tutto l’anno.

Un primo segnale è arrivato il 9 ottobre, con l’approvazione da parte della giunta regionale di un piano da circa 13,8 milioni di euro per sette interventi di messa in sicurezza e prevenzione del rischio sismico negli approdi delle Eolie. Le risorse, di provenienza statale, saranno assegnate nell’ambito di un accordo triennale tra Stato e Regione. Tra gli interventi previsti figurano 4 milioni di euro per il porto commerciale di Santa Marina Salina, 3,78 milioni per Pignataro, a Lipari, e quasi 2,5 milioni per Filicudi. Altri lavori riguardano Panarea, Rinella, Alicudi e Acquacalda.

Per le imprese, tuttavia, la questione resta legata ai tempi di realizzazione. Gli stanziamenti dovranno tradursi in lavori effettivi e in collegamenti più affidabili, soprattutto nei mesi in cui le condizioni meteorologiche rendono più difficile raggiungere le isole.

Costi delle imprese e trasporti, le difficoltà di chi lavora sulle isole

I porti rappresentano soltanto una parte delle criticità. Emanuele Carnevale, di Aeolian Charme Collection, ha richiamato l’attenzione sui costi del trasporto delle merci, sull’approvvigionamento energetico e sulla gestione delle strutture ricettive. Tra le richieste avanzate figurano una fiscalità di vantaggio e agevolazioni per le assunzioni. Carmelo Beninati, della Lo Nardo Accommodation, ha evidenziato che la domanda turistica fuori stagione esiste già. Settembre ha raggiunto livelli di attività vicini a quelli di agosto, mentre anche ottobre offre opportunità per le strutture ricettive.

A ostacolare la crescita sono però anche le tariffe dei collegamenti marittimi, che restano sostanzialmente invariate durante l’anno. Un elemento che rende più difficile proporre soggiorni competitivi nei mesi meno frequentati e ampliare il mercato turistico. La sfida, quindi, è rendere le Eolie accessibili e convenienti anche in autunno, inverno e primavera, senza limitare le opportunità di sviluppo ai mesi estivi.

Turismo alle Eolie, crescono le presenze anche fuori dall’estate

I dati elaborati da Brand Eolie e aggiornati al 31 agosto indicano una crescita delle presenze rispetto al 2025: +7% in alta stagione, +15% in media stagione e +12% in bassa stagione. Per l’intero 2026, l’organizzazione prevede un aumento complessivo compreso tra il 13% e il 16%. Si tratta di rilevazioni e stime diffuse dalla stessa rete, ancora da confrontare con i dati definitivi, ma che indicano una tendenza positiva anche nei periodi tradizionalmente meno frequentati. Per consolidare questa crescita, gli operatori puntano su un’offerta che vada oltre il mare e le spiagge. Le Eolie possono contare su sentieri naturalistici, paesaggi vulcanici, produzioni agricole, enogastronomia e un patrimonio archeologico che racconta millenni di storia.

Durante il press tour di ottobre, i giornalisti hanno visitato il Museo Archeologico Eoliano Luigi Bernabò Brea di Lipari, accompagnati dal direttore del Parco archeologico Rosario Vilardo, e il villaggio dell’età del Bronzo di Capo Graziano, a Filicudi, insieme all’archeologa Maria Clara Martinelli.

Il turismo culturale e naturalistico può diventare una risorsa anche nei mesi invernali, contribuendo a distribuire le presenze in modo più equilibrato e a creare nuove occasioni di lavoro per gli operatori locali.

Cinema e archeologia per attrarre visitatori durante tutto l’anno

Un'altra opportunità arriva dalla storia cinematografica dell'arcipelago. Da Stromboli di Roberto Rossellini a L'avventura di Michelangelo Antonioni, fino a Il postino con Massimo Troisi e a The Odyssey di Christopher Nolan, le Eolie sono state scelte come scenario per produzioni cinematografiche di grande richiamo. Questa eredità potrebbe essere valorizzata attraverso itinerari dedicati ai luoghi delle riprese, eventi e iniziative culturali capaci di attirare appassionati anche fuori dalla stagione balneare. Durante il convegno di Lipari, Nino Saltalamacchia, del Centro Studi Eoliano, ha rilanciato una proposta coltivata da decenni: realizzare un museo del cinema che possa ospitare anche laboratori per studenti universitari durante l'inverno.

Il progetto, finora rimasto sulla carta, potrebbe contribuire ad ampliare l'offerta culturale dell'arcipelago e a creare occasioni di incontro e formazione nei mesi in cui le isole sono meno frequentate.

Giovani e lavoro alle Eolie, la sfida è fermare lo spopolamento

Lavorare dieci mesi all'anno significa anche rendere le isole luoghi in cui sia possibile vivere stabilmente. Il tema è stato affrontato durante il convegno da Chantal Belletti, studentessa dell'istituto superiore Isa Conti Eller Vainicher, che ha raccontato le aspettative dei giovani eoliani. Molti ragazzi vorrebbero tornare dopo l'università e mettere a frutto le competenze acquisite, ma le opportunità professionali sono limitate. Durante l'inverno, inoltre, mancano spazi di aggregazione, un cinema e attività ricreative che contribuiscano a rendere più vivace la vita quotidiana.

La destagionalizzazione non riguarda soltanto il turismo, ma anche il futuro delle comunità locali. Senza prospettive professionali e servizi adeguati, il rischio è che i giovani siano costretti a trasferirsi altrove, aggravando lo spopolamento dell'arcipelago.

Dal confronto con le istituzioni sono emerse alcune disponibilità a rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato. Paola Sabella, segretaria generale della Camera di Commercio di Messina, ha richiamato l'importanza di costruire nuove sinergie, citando il progetto Malvasie senza confini, che punta anche a sviluppare itinerari turistici al di fuori dell'alta stagione.

Resta da capire quali proposte potranno tradursi in impegni concreti, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, i collegamenti e il sostegno alle imprese.

Brand Eolie guarda al 2027: promozione e sviluppo devono procedere insieme

Nel frattempo, Brand Eolie rivendica i risultati delle attività di promozione realizzate nel 2026, sostenute dalle imprese aderenti e da operatori dei collegamenti marittimi come Liberty Lines e Caronte & Tourist. Secondo i dati diffusi dall'organizzazione, le iniziative hanno generato oltre 300 articoli e servizi giornalistici, con una diffusione stimata in 80 milioni di contatti. Numeri che testimoniano la visibilità ottenuta dall'arcipelago sulla stampa italiana e internazionale, ma che non consentono ancora di misurare l'impatto sull'occupazione nei mesi invernali.

La rete intende proseguire il lavoro anche nel 2027, puntando sul turismo culturale, naturalistico ed esperienziale. L'obiettivo rimane quello di estendere ad almeno dieci mesi l'anno l'attività economica e occupazionale, creando le condizioni per un sistema turistico meno dipendente dall'estate.

Il risultato dipenderà dalla capacità delle imprese di continuare a collaborare e dalla risposta delle istituzioni alle richieste del territorio. Perché la promozione possa trasformarsi in sviluppo duraturo, sarà necessario intervenire sui collegamenti, sui costi di gestione e sui servizi destinati a residenti e visitatori. Il timore espresso da Daniele Corrieri riassume la posta in gioco: «Qui rischiamo fra vent'anni di diventare un dormitorio per anziani perché i giovani sono scappati via, perché non hanno un futuro».

Una prospettiva che il progetto Brand Eolie prova a contrastare, puntando su un modello capace di valorizzare le risorse dell'arcipelago e, allo stesso tempo, di offrire ai giovani la possibilità di costruire qui il proprio futuro.

(askanews)

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