Difterite a Palermo, controlli nelle scuole dopo la morte della piccola Anna Rosa

Difterite a Palermo, controlli nelle scuole dopo la morte della piccola Anna Rosa

Difterite a Palermo, controlli nelle scuole dopo la morte della piccola Anna Rosa

Il caso della bambina di quattro anni morta a Palermo per difterite porta a una stretta sui controlli delle vaccinazioni richieste per l’accesso a scuola. L’Asp di Palermo ha deciso di modificare le procedure finora utilizzate dalle famiglie per regolarizzare la posizione dei propri figli: non sarà più sufficiente la prenotazione della vaccinazione, ma sarà necessario presentare il certificato rilasciato dopo la verifica della documentazione e della situazione vaccinale.

La decisione arriva mentre proseguono gli accertamenti sulla morte della piccola Anna Rosa Bartolotta. La Procura di Palermo ha disposto controlli nelle scuole dell’infanzia e primarie per verificare la regolarità delle certificazioni presentate dalle famiglie. Gli investigatori ipotizzano infatti che alcuni genitori possano aver utilizzato le attestazioni di prenotazione per consentire ai figli di continuare a frequentare la scuola senza completare il percorso vaccinale previsto.

Difterite a Palermo, l’Asp cerca il paziente zero

Parallelamente ai controlli nelle scuole, l’Asp di Palermo sta portando avanti l’indagine epidemiologica per ricostruire la catena dei contagi e individuare il paziente zero, cioè la persona dalla quale potrebbe essere partita l’infezione. “Stiamo svolgendo diverse attività. Intanto l’indagine epidemiologica per risalire al paziente zero, cioè il soggetto che ha trasmesso la malattia, e tracciare tutti i contatti”, spiega Bruno Marsala, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Palermo. È necessario individuare non soltanto le persone entrate direttamente in contatto con la bambina, ma anche coloro che successivamente hanno avuto rapporti con i contatti già individuati, così da ricostruire nel modo più completo possibile la diffusione della malattia.

Più vaccini disponibili nei centri di Palermo

L’Asp ha inoltre rafforzato la disponibilità dei vaccini nei presidi della città. Dopo alcune segnalazioni di carenza in due centri, l’azienda sanitaria ha predisposto nuove forniture. “Abbiamo già pronto il furgone refrigerato che fornirà i vaccini”, ha spiegato Marsala, assicurando che nei frigoriferi del centro profilattico sono presenti scorte sufficienti e che è in arrivo un’ulteriore fornitura, già programmata per garantire la disponibilità dell’intera gamma vaccinale. L’obiettivo è evitare che eventuali difficoltà nella disponibilità delle dosi possano rappresentare un ostacolo per le famiglie che devono regolarizzare la posizione vaccinale dei propri figli.

Mercoledì l’autopsia sulla bambina

Intanto è stata fissata per mercoledì al Policlinico di Palermo l’autopsia sul corpo di Anna Rosa, esame necessario per chiarire le cause della morte e acquisire ulteriori elementi nell’ambito dell’inchiesta. I genitori della bambina sono stati iscritti nel registro degli indagati. La Procura di Palermo, coordinata dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro e dal procuratore Maurizio de Lucia, ipotizza che la mancata vaccinazione contro la difterite possa avere avuto un ruolo nel decesso. L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio colposo per omissione.

I genitori avevano scelto di non vaccinare la bambina

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i genitori avevano scelto di non sottoporre la bambina alla vaccinazione, sostenendo che una precedente vaccinazione avesse provocato l’autismo di un cuginetto. La mancata vaccinazione contro la difterite, obbligatoria da anni, è ora al centro dell’indagine della Procura, che dovrà stabilire eventuali responsabilità e soprattutto chiarire il rapporto tra la condizione vaccinale della bambina e il successivo sviluppo della malattia.

Anche gli altri figli non erano vaccinati

L’inchiesta si concentra anche sul resto del nucleo familiare. L’iscrizione dei genitori nel registro degli indagati rappresenta, in questa fase, un atto di garanzia in vista dell’autopsia, un accertamento irripetibile al quale la coppia potrà partecipare attraverso propri consulenti.

Gli investigatori dovranno inoltre verificare la situazione vaccinale degli altri componenti della famiglia e dei possibili contatti, con particolare attenzione ai minori non vaccinati e agli eventuali rischi per la salute pubblica.

Da quanto emerso, anche gli altri tre figli della coppia non erano stati vaccinati. Dopo la morte della sorellina, i minori hanno ricevuto le vaccinazioni.

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