Liste d’attesa in Sicilia, oltre 335mila prestazioni in ritardo: peggiorano visite ed esami

Liste d’attesa in Sicilia, oltre 335mila prestazioni in ritardo: peggiorano visite ed esami

Liste d’attesa in Sicilia, oltre 335mila prestazioni in ritardo: peggiorano visite ed esami

In Sicilia ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico entro i tempi previsti continua a essere difficile. Mentre a livello nazionale si registra un graduale miglioramento, nell'Isola il rispetto dei tempi di garanzia peggiora sia per le prime visite sia per gli accertamenti diagnostici. Il quadro emerge dall'ultimo monitoraggio dell'Agenas, aggiornato al 30 settembre 2026, che mette a confronto i dati dei primi nove mesi dell'anno con quelli dello stesso periodo del 2025.

I numeri restituiscono una situazione particolarmente critica: circa 335mila prestazioni fuori dai tempi di garanzia su oltre 1,3 milioni di prenotazioni monitorate. In pratica, quasi una prestazione su quattro non rispetta le scadenze previste. Un risultato che colloca la Sicilia tra le regioni con maggiori difficoltà e riporta al centro il tema dell'accesso alle cure.

Liste d'attesa in Italia, i dati Agenas su visite ed esami

Il confronto nazionale mostra alcuni segnali positivi. Tra gennaio e settembre 2026, la percentuale di prime visite effettuate entro i tempi previsti è salita dal 76,9% al 78,6%, con un aumento di 1,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Un miglioramento della stessa entità riguarda gli esami diagnostici: la quota di prenotazioni rispettate entro i tempi di garanzia è passata dall'83,3% all'85%. La crescita interessa quasi tutte le classi di priorità: urgente, da garantire entro tre giorni; breve, entro dieci giorni; differita, entro 30 o 60 giorni; programmata, entro 120 giorni. L'unica lieve flessione riguarda le prime visite con priorità programmata, diminuite dello 0,1%.

Il miglioramento, tuttavia, non significa che il problema sia stato risolto. Nel periodo considerato le prenotazioni monitorate sono state quasi 21,8 milioni e oltre quattro milioni non hanno rispettato i tempi massimi previsti. La Fondazione Gimbe, analizzando i dati Agenas, ha evidenziato che l'aumento delle prestazioni prenotate entro i termini dipende soprattutto dalla crescita dei volumi complessivi e, in misura minore, dal miglioramento delle percentuali di puntualità.

Va inoltre precisato che il monitoraggio riguarda le prenotazioni registrate e il rispetto dei tempi di garanzia: non consente, da solo, di ricostruire l'attesa complessiva di ogni cittadino dalla prescrizione fino all'effettiva erogazione della prestazione.

Liste d'attesa in Sicilia, peggiorano visite ed esami diagnostici

I progressi registrati a livello nazionale non si ritrovano in tutte le regioni. Soltanto sei territori raggiungono una percentuale di rispetto dei tempi pari o superiore al 90% considerando prime visite ed esami: Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Toscana e Veneto. Per Basilicata e Campania, tuttavia, il dato va letto anche alla luce del ricorso molto frequente alla priorità programmata, che rappresenta la fascia meno urgente.

La Sicilia si distingue invece per il peggioramento registrato tra il 2025 e il 2026. Nell'Isola, infatti, la puntualità delle prime visite è scesa di 8,8 punti percentuali, mentre quella degli esami diagnostici ha perso 3,2 punti.

Per le prime visite, la quota di prestazioni erogate entro i tempi è passata dall'86,6% al 77,8%. Si tratta di una riduzione significativa, che corrisponde a oltre 165mila visite oltre i tempi previsti. Anche gli esami diagnostici mostrano un arretramento: dal 75,5% al 72,3%, con quasi 170mila accertamenti fuori termine.

Il confronto con le altre regioni evidenzia quindi una difficoltà che riguarda entrambe le principali categorie di prestazioni monitorate. In Sicilia non si registra soltanto un rallentamento rispetto al dato nazionale, ma un peggioramento rispetto all'anno precedente.

Sanità siciliana, 335mila prestazioni oltre i tempi di garanzia

Entrando nel dettaglio, nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni di prime visite ed esami diagnostici monitorate in Sicilia hanno superato quota 1,3 milioni. Di queste, circa 335mila non sono state rispettate entro i tempi previsti, pari al 24,7% del totale. Il dato significa che circa una prestazione su quattro risulta fuori dai tempi di garanzia, una percentuale superiore alla media italiana. Le criticità, però, non sono uniformi per tutte le classi di priorità.

Secondo il monitoraggio Agenas, alcuni miglioramenti riguardano le prime visite urgenti e gli esami diagnostici brevi. Anche gli esami classificati come urgenti hanno registrato un incremento percentuale, ma il livello di puntualità resta basso: appena il 62,7%.

C'è poi un elemento che rende ancora più evidente la difficoltà del sistema sanitario regionale. Considerando soltanto gli esami diagnostici urgenti, che dovrebbero essere garantiti entro tre giorni, nel 15,5% dei casi l'attesa supera invece i 31 giorni. Le maggiori difficoltà emergono per le visite con priorità breve, differita e programmata. Una tendenza negativa riguarda anche gli esami diagnostici appartenenti alle classi D e P. Il problema, dunque, non interessa soltanto le prestazioni meno urgenti, ma coinvolge anche quelle per cui il sistema dovrebbe assicurare tempi di accesso particolarmente rapidi.

Liste d'attesa in Sicilia, dalla manovra regionale altri 3 milioni

A fronte di questi dati, torna al centro il tema delle risorse destinate alla riduzione delle liste d'attesa. La recente variazione di bilancio della Regione Siciliana, approvata dall'Assemblea regionale il 22 ottobre 2026, ha previsto ulteriori 3 milioni di euro per contrastare i ritardi nell'assistenza sanitaria.

La manovra, denominata “Coesione e crescita”, mobilita risorse per circa 1,4 miliardi di euro. Il finanziamento aggiuntivo per le liste d'attesa rappresenta quindi una quota limitata rispetto alla dimensione complessiva dell'intervento economico.

Nello stesso provvedimento sono stati previsti circa 190 milioni di euro per investimenti di enti pubblici ed ecclesiastici nelle infrastrutture e nella valorizzazione dei territori. Una differenza che ha alimentato il dibattito politico sulle priorità della manovra e sulla distribuzione delle risorse regionali. Il finanziamento da 3 milioni si aggiunge agli stanziamenti già previsti negli anni precedenti. Tra questi figurano i 60 milioni di euro per il triennio 2025-2027, destinati proprio all'abbattimento delle liste d'attesa attraverso la legge regionale approvata il 12 agosto 2025. La disponibilità di risorse, tuttavia, non basta a dimostrare che i tempi per visite ed esami si siano effettivamente ridotti. I dati più recenti dell'Agenas mostrano che, almeno per la Sicilia, il miglioramento atteso non si è ancora concretizzato.

Liste d'attesa, De Luca (M5S): «I tempi sono peggiorati»

Sui risultati delle misure regionali è intervenuto anche il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che ha contestato l'efficacia degli interventi messi in campo dal governo Schifani. «Altro che azzeramento – ha dichiarato – le liste d'attesa in Sicilia sarebbero addirittura peggiorate, nonostante una pioggia di soldi investiti. Ma allora a che sono serviti tutti i soldi stanziati di recente? E a che serviranno gli ulteriori 3 milioni stanziati con la recente variazione di bilancio?».

Il parlamentare ha richiamato i piani straordinari annunciati negli ultimi anni, gli stanziamenti per il recupero delle prestazioni, il potenziamento del SovraCup e i nuovi strumenti di monitoraggio. Secondo De Luca, però, resta da chiarire quale sia stato l'effetto concreto di queste iniziative sui tempi di accesso alle cure.

La questione centrale, infatti, riguarda i risultati misurabili: quanto tempo deve attendere oggi un cittadino siciliano per una visita o un esame diagnostico? È su questo punto che i dati Agenas riaccendono il confronto. Le risorse stanziate e gli strumenti introdotti dovranno essere valutati alla luce della loro capacità di ridurre effettivamente le attese e garantire ai pazienti l'accesso alle prestazioni nei tempi previsti.

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