Aggressione San Marco Catania, quattro feriti: Santonocito annuncia bodycam e linea dura

Aggressione San Marco Catania, quattro feriti: Santonocito annuncia bodycam e linea dura

Aggressione San Marco Catania, quattro feriti: Santonocito annuncia bodycam e linea dura

Quattro persone ferite, i locali del Triage danneggiati e una nuova discussione sulla sicurezza nei Pronto Soccorso. L'aggressione avvenuta nella tarda serata del 20 settembre all'ospedale San Marco di Catania riporta al centro una questione che da tempo riguarda le strutture sanitarie: come proteggere chi lavora e chi attende di essere curato dalle situazioni di violenza.

A rimanere feriti sono stati un infermiere, due addetti alla vigilanza e il familiare di un altro paziente. Secondo la ricostruzione fornita dall'Azienda, alcuni familiari di una donna arrivata al Triage in condizioni non gravi avrebbero aggredito gli operatori presenti. La paziente è stata sottoposta alla valutazione sanitaria e successivamente dimessa.

Nel corso dell'episodio sono stati inoltre danneggiati una porta e alcuni arredi dell'area del Triage. Le forze dell'ordine sono intervenute dopo la richiesta degli operatori e sono in corso gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

Aggressione al San Marco di Catania, Santonocito: “Non può diventare la normalità”

Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” di Catania, Giorgio Giulio Santonocito, ha annunciato una linea ferma sul piano giudiziario. La direzione aziendale, ha spiegato, collaborerà con le forze di polizia per fare piena luce sull'accaduto. Santonocito ha inoltre annunciato che l'Azienda intende costituirsi parte civile nel procedimento e chiedere il risarcimento dei danni. “Una reazione di violenza non deve mai essere accettata come normalità”, ha sottolineato il direttore generale, ribadendo che anche una situazione di tensione all'interno di un Pronto Soccorso non può trasformarsi in un'aggressione. La vicenda riaccende così il tema della sicurezza non soltanto per medici e infermieri, ma anche per il personale di vigilanza, i pazienti e i loro familiari.

Quattro feriti e danni al Triage

Il bilancio dell'aggressione è particolarmente pesante. L'infermiere coinvolto ha riportato una prognosi di cinque giorni, mentre per i due addetti alla vigilanza le prognosi sono state rispettivamente di cinque e 20 giorni. Più lunga la prognosi per il familiare di un altro paziente coinvolto nell'episodio, pari a 30 giorni. Tutte le persone ferite sono state sottoposte a visita medica.

L'episodio si è verificato nell'area Triage, uno degli spazi più delicati di un Pronto Soccorso, dove ogni giorno si concentrano pazienti, familiari e personale sanitario in condizioni spesso caratterizzate da forte pressione.

Bodycam al San Marco, la nuova misura annunciata dalla direzione

Per Santonocito, però, la risposta non può limitarsi all'intervento dopo l'aggressione. Serve soprattutto prevenzione. Tra gli strumenti individuati ci sono le bodycam, già attivate al presidio Rodolico e destinate, secondo quanto annunciato dal direttore generale, anche al Pronto Soccorso del San Marco. L'obiettivo è aumentare la deterrenza e garantire una maggiore tutela agli operatori e agli utenti. “Danno garanzia sia all'operatore che all'utente”, ha spiegato Santonocito, sottolineando come la consapevolezza di essere ripresi possa contribuire a scoraggiare comportamenti aggressivi.

L'introduzione delle bodycam al San Marco dovrebbe quindi rappresentare uno dei prossimi passaggi sul fronte della sicurezza del presidio.

Formazione e presenza delle forze dell'ordine

La sicurezza, secondo la direzione del Policlinico, non passa però soltanto dalla tecnologia. Un ruolo importante viene attribuito anche alla formazione del personale, considerata uno degli strumenti per affrontare e prevenire le situazioni di conflitto. “L'aspetto formativo è altrettanto importante”, ha ribadito Santonocito, ricordando le attività già svolte e quelle che continueranno a essere organizzate.

Un altro tema riguarda invece la presenza delle forze dell'ordine. Al presidio Rodolico è già presente un punto fisso di polizia. La direzione aziendale intende verificare con il Prefetto la possibilità di rafforzare la presenza anche al San Marco, compatibilmente con le risorse disponibili.

La sicurezza nei Pronto Soccorso torna al centro

L'aggressione del San Marco arriva mentre in Sicilia e nel resto d'Italia continua il confronto sulle condizioni di sicurezza degli operatori sanitari. Proprio dopo l'episodio catanese, anche rappresentanti degli infermieri e del mondo sanitario hanno chiesto di rafforzare prevenzione, vigilanza e formazione, sottolineando che le sole condanne a posteriori non sono sufficienti.

Il caso del San Marco mette quindi insieme diversi livelli: sicurezza strutturale, personale formato, vigilanza, tecnologia e collaborazione con le forze dell'ordine.

La direzione dell'ospedale ha già indicato alcune delle misure che intende mettere in campo. Resta ora da capire quanto rapidamente potranno essere attuate e se saranno sufficienti a ridurre il rischio di nuovi episodi di violenza all'interno del Pronto Soccorso.

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