Dopo gli incendi, chi decide come e dove intervenire per ricostruire il patrimonio boschivo siciliano? E soprattutto, quali controlli vengono effettuati per evitare che il ripristino delle aree bruciate diventi un’occasione di speculazione? Sono le domande al centro di un’interrogazione presentata dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Roberta Schillaci, insieme agli altri componenti del gruppo parlamentare, che chiede al governo Schifani di rendere pubblici i dati sui progetti di riforestazione e rimboschimento autorizzati nei terreni demaniali dopo gli incendi.
La richiesta punta a fare chiarezza sugli interventi realizzati negli ultimi anni, sulle risorse utilizzate e sulle aree interessate. Il tema è particolarmente delicato in una regione che continua a fare i conti con roghi capaci di distruggere vaste superfici boschive e mettere a rischio l’incolumità di cittadini e operatori impegnati nelle attività di spegnimento.
Resta inoltre da chiarire se dietro alcuni incendi ci siano soltanto comportamenti illeciti isolati, favoriti anche dalle carenze nella prevenzione, oppure interessi economici più ampi. Un interrogativo che richiede verifiche e dati pubblici, senza dare per dimostrata l’esistenza di un disegno speculativo.
Incendi e rimboschimento, cosa prevede la legge
La normativa di riferimento è la legge quadro nazionale n. 353 del 21 novembre 2000, che stabilisce una serie di vincoli per le aree percorse dal fuoco. L’obiettivo è impedire che i terreni incendiati possano essere utilizzati per finalità diverse da quelle consentite e contrastare possibili speculazioni.
I divieti riguardano, con durate differenti, il cambio di destinazione d’uso dei terreni, il pascolo e la realizzazione di edifici e infrastrutture. La legge prevede inoltre limitazioni agli interventi di rimboschimento finanziati con risorse pubbliche per cinque anni, salvo specifiche autorizzazioni regionali.
Le deroghe possono essere concesse in presenza di motivate esigenze di interesse pubblico, come la necessità di contrastare il dissesto idrogeologico o garantire urgenti interventi di tutela ambientale e paesaggistica.
È proprio su questo punto che si concentra l’interrogazione del M5S. «La legge sottopone i soprassuoli boscati e i pascoli percorsi dal fuoco a specifici vincoli di destinazione e prevede, in via generale, il divieto per cinque anni delle attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale finanziate con risorse pubbliche, fatte salve le specifiche autorizzazioni regionali concesse per documentate situazioni di dissesto idrogeologico o per urgenti esigenze di tutela ambientale e paesaggistica», si legge nell’atto parlamentare.
Riforestazione in Sicilia, quando sono consentiti gli interventi
Il divieto non esclude quindi ogni possibilità di intervenire sulle aree colpite dagli incendi. In presenza di esigenze ambientali o di sicurezza, il rimboschimento può essere autorizzato, ma deve rispettare precise condizioni e procedure. Gli interventi di manutenzione, ripristino e messa in sicurezza del patrimonio forestale non possono essere avviati senza una programmazione adeguata. Devono essere inseriti in progetti esecutivi predisposti, approvati e finanziati, nel rispetto delle norme amministrative e contabili e delle procedure previste per l’affidamento dei lavori.
L’obiettivo deve essere quello di recuperare gli ecosistemi danneggiati e favorire il ripopolamento vegetale delle superfici percorse dal fuoco, evitando iniziative non adeguatamente documentate.
Per questo Schillaci e gli altri deputati del Movimento 5 Stelle chiedono al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino di fornire un quadro completo delle risorse impiegate e dei progetti realizzati. In particolare, l’interrogazione sollecita informazioni sulle misure finanziarie statali, regionali ed europee destinate negli ultimi cinque anni alla manutenzione, alla gestione e alla tutela del demanio forestale regionale. La richiesta comprende anche i progetti di valorizzazione e ripopolamento vegetale, con l’indicazione delle aree interessate e la verifica di eventuali incendi precedenti.
Un database pubblico sui progetti forestali
La richiesta del Movimento 5 Stelle non si limita a ottenere una risposta in sede parlamentare. I deputati chiedono che le informazioni siano accessibili anche ai cittadini, attraverso uno strumento di consultazione pubblica.
L’obiettivo è creare un database aggiornato sul portale istituzionale della Regione, all’interno della sezione dedicata all’amministrazione trasparente. La banca dati dovrebbe raccogliere i progetti approvati, le aree interessate, lo stato di avanzamento degli interventi, le somme erogate e i risultati raggiunti.
In questo modo sarebbe possibile verificare come vengono utilizzate le risorse pubbliche destinate al patrimonio forestale e controllare il rispetto dei vincoli previsti dalla legge nelle zone già colpite dagli incendi.
La trasparenza, secondo i firmatari dell’interrogazione, rappresenterebbe uno strumento importante anche per prevenire eventuali utilizzi impropri dei finanziamenti e rafforzare il controllo sull’attività amministrativa.
Catasto incendi, il nodo dei Comuni inadempienti
Tra gli strumenti fondamentali per contrastare le possibili speculazioni sui terreni bruciati c’è il catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, che i Comuni hanno l’obbligo di istituire e aggiornare ogni anno.
Il documento individua le superfici interessate dagli incendi e consente di applicare i vincoli previsti dalla legge. Senza un censimento aggiornato, diventa più difficile verificare quali terreni siano sottoposti alle limitazioni e garantire il rispetto delle disposizioni.
La questione riguarda da tempo numerose amministrazioni siciliane. La Regione è intervenuta più volte nominando commissari ad acta per sostituire i Comuni inadempienti. Un nuovo provvedimento del Dipartimento regionale delle Autonomie locali, datato 10 marzo 2026, ha disposto ulteriori nomine per l’aggiornamento del catasto presso gli enti indicati nell’allegato al decreto. Il problema, dunque, non riguarda soltanto la ricostruzione delle aree boschive dopo gli incendi, ma anche la capacità delle amministrazioni di applicare con continuità le misure di prevenzione e tutela.
Un catasto aggiornato e consultabile, insieme a informazioni chiare sui progetti di riforestazione, è essenziale per sapere dove si interviene, con quali risorse e nel rispetto di quali autorizzazioni. È su questi elementi che si concentra la richiesta di trasparenza rivolta dal Movimento 5 Stelle al governo regionale.
Lascia una risposta